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Paragrafo   3  .  La  Germania  di  Guglielmo  secondo   e   la   fine

dell'equilibrio.

     
La  complessa  rete di alleanze imperniata sulla Germania  cominci  a
crollare  a  partire  dal  1890, quando il  Bismarck,  in  seguito  al
successo   del  partito  socialdemocratico  alle  elezioni  politiche,
rassegn le dimissioni, che furono accettate dall'imperatore Guglielmo
secondo,  salito  al  trono nel 1888. Il nuovo sovrano,  infatti,  era
favorevole   ad  una  politica  estera  pi  aggressiva,   finalizzata
all'affermazione  dell'egemonia  tedesca  sul  continente  europeo   e
all'espansione  coloniale. Egli era spinto in  tal  senso,  oltre  che
dalla  sua ambizione personale, da vari fattori economici, politici  e
culturali:  l'interesse della grande industria ad un  ampliamento  del
mercato  e  ai  profitti derivanti da maggiori  impegni  militari;  il
crescente  peso  politico delle gerarchie militari; la diffusione  del
nazionalismo pangermanista; il consenso verso una politica di  potenza
non  solo  del  blocco sociale dominante, ma di quasi tutte  le  forze
politiche, ad eccezione del partito socialdemocratico, che,  comunque,
diretto  da una maggioranza revisionista, attenu progressivamente  la
sua opposizione.
     La  nuova  politica  estera  della Germania,  che  nel  1890  non
rinnov il trattato di controassicurazione, ebbe come primo effetto un
riavvicinamento  della Francia alla Russia, sancito nel  1894  con  la
firma  di  una  "duplice intesa". A partire dal 1898,  scongiurato  il
pericolo  di  un conflitto per contrasti coloniali (vedi incidente  di
Fashoda),  migliorarono  i rapporti anche tra Francia  e  Inghilterra,
che, nel 1904 sottoscrissero un accordo definito Entente cordiale.  Si
delineava  cos  una pericolosa divisione dell'Europa in  due  blocchi
contrapposti:  da una parte, Germania, Italia e Austria,  unite  nella
Triplice alleanza; dall'altra, Francia, Inghilterra e Russia, che, nel
1907, sottoscrissero una Triplice intesa.
